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L’Alzheimer non le ha tolto la voglia di ballare

Ballare è sempre stata una grande passione

La mamma ha sempre amato ballare, sin da giovane, ricordo infatti i racconti legati alla sua gioventù, di quando andava da ragazza con le amiche a ballare o di quando, sempre ballando, conobbe mio padre.

L’Alzheimer quando arrivò cominciò a rubare le cose belle della mia mamma, ma questa ancora no, la mamma ancora oggi a 5 anni (ufficiosi) dall’inizio della malattia, balla.

L’animatrice delle feste in CRA

Tanto forte era la passione per il ballo che già alla sua prima festa al Centro Residenziale Anziani le venne subito dato il soprannome di “Ballerina”

Alle feste, compleanni o eventi organizzati, si è subito fatta notare per il suo lanciarsi a ballare!

Non importa il genere, spazia tra mazurka e lenti, lei si “lancia” energica in 

pista e quando le domando se sappia ballare quel pezzo musicale, mi risponde sempre <<Io lo so ballare!>>, anche un po’ risentita per aver messo in dubbio le sue doti.

Ora sempre meno, ma fino a poco tempo fa ballava tutto il tempo, finché c’era la musica e non si stancava!

Ricordo che spesso, quando passeggiavamo per il cortile, ci fermavano e ci chiedevano <<Ma lei è la signora che balla sempre alle feste?>>

E quando le dicevo e le dico tutt’ora “mamma sei bravissima a ballare” le si illuminano gli occhi e mi risponde, con fare incredulo e felice, <<sono bravissima?!>>

Ballare, una terapia per combattere l’Alzheimer

Negli ultimi anni sono stai diversi gli studi realizzati sulle attività che potrebbero portare a dei benefici alle persone colpite da demenza e il ballo risulta essere una di quelle che porta maggiori risultati.

Recentemente a Ferrara, come progetto pilota per l’Emilia Romagna, e ora anche a Bologna, grazie a 2 associazioni bolognesi che hanno deciso di collaborare, è nato il “Tango Caffè – Non ti scodar di me”

Dalle interviste rilasciate dai responsabili del progetto, si legge che si è deciso di provare questa strada in Italia dopo una prima sperimentazione di successo nel 2008 sui malati di Parkinson in Argentina.

La sperimentazione in Argentina è stata realizzata su singoli individui e raramente su gruppi di persone, quindi anche questo sarà una sfida.

L’obbiettivo, da quello che si legge, è utilizzare alcuni passi di tango per provare a recuperare alcune capacità motorie fondamentali.

Speriamo che questa nuova attività porti dei risultati e che possa essere sviluppata sull’intero territorio nazionale.

L’Alzheimer fa il suo corso ma noi balliamo ancora

La mia mamma difficilmente potrà provare questa nuova terapia basata sul tango, anche perché l’Alzheimer non ha mai placato la sua corsa e ora sta toccando la parte verbale e motoria.

Quando andiamo alle feste ha ancora un forte desiderio di ballare e se la inviti non si tira mai indietro, ma “lo stare in pista” diventa sempre più breve. Dopo un ballo o due, a volte mi chiede <<Ci sediamo?>> o <<Ci riposiamo un po’?!>>

“A volte” me lo chiede, ma non sempre, perché come dicevo anche la parte verbale sta venendo a meno, ma questa è un altra storia…

Di certo mi godo i lenti con la mia mamma fin quando l’Alzheimer ce li lascerà!

 

Fonte “Tango Caffè – Non ti scordar di me” Redattore Sociale

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